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Chiuditi Sesamo

 Autore: Nuruddin Farah  Categoria: Guerra Ambiente Energia
 Descrizione:

A distanza di nove anni dall’edizione originale inglese, esce ora anche in Italia, grazie alla collana di narrativa africana curata da Itala Vivan per le Edizioni Lavoro, il penultimo dei romanzi del più grande narratore somalo contemporaneo, terzo di una trilogia intitolata “Variazioni sul tema di una dittatura africana” che comprende nell’ordine “Sweet and Sour Milk” (1979), “Sardines” (1981) e “Close Sesame” (1983). Scrittore già affermato all’estero (i suoi romanzi sono tradotti in tutte le principali lingue europee compreso il russo e il serbo-croato), Nuruddin Farah è praticamente ignoto in Italia dove le sue opere, pur intrise di legami non solo linguistici con la storia recente del nostro paese, cominciano solo da oggi, e dunque con grande ritardo, ad essere conosciute.
Come nei primi due romanzi della trilogia, “Chiuditi sesamo” raffigura il contrasto generazionale e di genere tra padri e figli, tra figure maschili dominanti (Deeriye, suo figlio Mursal), e incisive presenze femminili (la sorella di Mursal, Zeinab, un medico ospedaliero, e Natascia, sua moglie, un’ebrea americana di New York) coinvolti in un dramma familiare e politico che rivela gli ambigui risvolti della società somala: l’autoritarismo della famiglia patriarcale che simboleggia il governo, autocratico e manipolatorio del Grande Patriarca (Siyaad Barre, “il Generale” della trilogia), le feroci divisioni tra famiglie e clan rivali unicamente interessate a mantenere posizioni venali e di potere che hanno impedito la formazione di una coscienza nazionale e ogni forma sistematica di resistenza organizzata alla dittatura, la corruzione e il clientelismo delle nuove strutture di governo (le “scimmie nere… si sono dimostrate bravissime ad imitare quelle scimmie che le avevano addestrate”, p. 112).
Protagonista è un anziano patriarca somalo, Deeriye, musulmano devoto e nazionalista indipendente (è stato imprigionato ripetutamente da italiani, inglesi e somali), un “uomo della tradizione”, come lo definisce Claudio Gorlier nell’introduzione, che vede il proprio figlio Mursal, professore di diritto all’università di Mogadiscio, coinvolto con alcuni amici in un complotto politico contro il governo dispotico e corrotto del generale Siyaad Barre in Somalia. Deeriye disapprova la violenza rivoluzionaria di Mursal, e accusa i suoi amici rivoluzionari di delirio di potere; eppure, a complotto fallito, prende su di sé la responsabilità di fare giustizia del sangue di suo figlio, emblema della nazione somala martoriata, in un vano rito sacrificale in cui si mischiano catarsi liberatoria e antico protagonismo, il virile prezzo del sangue e il tragico destino di ogni “mullah pazzo”, come italiani e inglesi chiamavano Maxamed Cabdille Xasan, il suo venerato Sayyid, l’eroe nazionale e leader storico della resistenza anticoloniale somala. “Chiuditi sesamo” è un dramma sulla violenza politica e sulla “pazzia” degli uomini, sulle loro ambiguità e debolezze, sulle loro contraddizioni.
Ma è anche la voce, e la speranza, della nuova Africa, la capacità di ribellarsi della sua gente non in base a criteri ideologici astratti come l'”africanità” degli anni sessanta o i “socialismi” degli anni settanta, ma su un impasto di idee-forza e di risorse aggregative che l’autore indica nell’eredità della lotta anticoloniale, nell’ideologia di fratellanza islamica, e nella partecipazione alla vita politica di nuovi gruppi emergenti (gli studenti, le donne, i ceti urbani, gli oppositori del regime) e la loro disperata ma reale volontà di cambiamento.
Nuruddin Farah è narratore straordinario, ricco di venature linguistiche e intertestuali diverse e sovrapposte. Cresciuto in Somalia ed Etiopia, in esilio volontario prima in Europa, poi in Africa e da ultimo in America, fruitore e partecipe di più lingue e culture, la sua scrittura risente di codici narrativi e linguistici di grande ricchezza. I suoi dialoghi sono spesso inframezzati da frasi in somalo e in italiano non tradotti; i suoi personaggi usano lingue diverse con interlocutori diversi: Deeriye e Natascia parlano tra loro in italiano, lingua veicolare, pur non essendo lingua materna per nessuno dei due; Natascia e suo figlio Samawade usano l’inglese per comunicare; Mursal parla in inglese con la moglie, in somalo con il figlio e con il padre. Nuruddin si muove a proprio agio in un universo multiculturale e multilinguistico.

Posizione: GAE FAR 001


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