Il 28 marzo 2025 si è tenuta l’iniziativa di presentazione del libro di Houria Bouteldja, svoltasi presso l’Università di Pisa e promossa dal Collettivo Universitario Autonomo Pisa insieme all’autrice, alla Comunità del quartiere popolare di Sant’Ermete e al gruppo Immigrital, collettivo multietnico di giovani nati e cresciuti in Italia con background proletario e migrante.
L’evento ha proposto una riflessione sui processi di esclusione e sfruttamento a livello strutturale e sistemico, e su come contrastarli in una prospettiva intersezionale, a partire dal testo. Queste riflessioni, avviate nei mesi precedenti attraverso diverse forme di lotta, confronto e solidarietà, continuano a maturare costantemente anche dopo l’incontro, ancorati nei nostri territori e nel tentativo di leggere e interpretare i mutamenti del contesto italiano e costruire percorsi di liberazione dall’oppressione statale, sociale e sistemica, a partire dall’origine etnica, di classe e di quartiere.
Di seguito, il contenuto di lancio dell’iniziativa, estratti dal libro e una lettera pubblicata dall’autrice una volta terminato il ciclo di presentazioni del libro in Italia.
Testo di lancio
“Presentazione e discussione del libro ”Maranza di tutto il mondo, unitevi!”
Il termine ”maranza” è ormai sdoganato, ma assume sempre connotati intrinsecamente razzisti e classisti. I giovani di seconda generazione provenienti da contesti multietnici e proletari sono oggi il principale bersaglio di media e politica. Le ”zone rosse” ne sono solo l’ultima estremizzazione: misure che non nascono dal nulla, ma affondano le radici in decenni di politiche razziste di ghettizzazione e marginalizzazione. Da un lato, giovani costretti alla miseria, alla strada o allo sfruttamento; dall’altro, la loro criminalizzazione sistematica. È facile colpire chi non ha risorse e potere. Più difficile, invece, è riconoscere come il razzismo si articola nel contesto italiano: sistemico, attraverso l’esclusione per classe ed etnia; istituzionale, con leggi e regolamenti mirati; interpersonale, attraverso ambienti ostili e micro-aggressioni.
Questa dinamica attraversa anche l’istruzione e le università. La selezione per classe ed etnia inizia già nei primi passi del percorso scolastico, e chi riesce ad arrivare in Università non lo fa grazie al welfare, ma con sforzi immensi, affrontando ostacoli sistemici e istituzionali. Questo quadro lo vediamo nei tagli imposti dal governo e applicati dalle governance universitarie: non sono scelte neutre, ma strumenti per rafforzare gerarchie di classe, etnia e genere. Praticare antirazzismo e decolonialità significa partire da condizioni e bisogni concreti, lottando contro strutture che riproducono esclusione. Significa auto-organizzarsi per rivendicare un’istruzione accessibile a tuttə, spazi sportivi gratuiti, giustizia abitativa: perché chiunque possa avere le condizioni per realizzare i propri desideri.
Il libro di Houria Bouteldja apre uno spazio di riflessione e confronto necessario per combattere il razzismo strutturale e ricostruire una ricomposizione di classe, non omologante ma nelle rispettive diversità. Insieme all’autrice saranno presenti Immigrital, gruppo non misto di giovani 2Gen e mixed di origine proletaria e migrante, e la Comunità di quartiere di Sant’Ermete.
Estratti pubblicati sul profilo Instagram CUA Pisa
Il rapporto di razza è il furto, l’accaparramento delle terre e delle risorse, lo stupro e la condanna a morte dei ”popoli di colore” che avrà come obiettivo l’appropriazone delle inestimabili ricchezze che stanno a monte del processo di produzione.
La sinistra […] ci tiene ad avere le mani pulite, bianche e immacolate. […] Vuole gli indigeni alle sue manifestazioni o nelle sue organizzazioni, li vuole gratis. Non vuole dare nulla in cambio. E, soprattutto, rifiuta di sporcarsi. E con gli indigeni, ci si deve sporcare. Un po’, tanto. Necessariamente.
In fondo, cosa avevo detto di più rispetto ai miei illustri predecessori? ”Colui che attende una rivoluzione sociale ”pura”, non la vedrà mai. Egli è un rivoluzionario a parole che non capisce la vera rivoluzione”
[Lenin]
Lettera dell’Autrice Houria Bouteldja
”Tornata da un’intensa tournée in Italia per ”Maranza di tutto il mondo, unitevi!” (versione italiana di “Beaufs et Barbares”). È stato eccezionale. In Italia sta prendendo parola la seconda generazione dei “figli di” e con essa le problematiche sociali e politiche legate all’”integrazione”. Il mio libro è arrivato in un momento di grande effervescenza politica, provocata dalle rivolte urbane dopo la morte del giovane Ramy, ucciso in un inseguimento. L’antirazzismo politico e l’esperienza francese sono quindi (e a ragione) di grande interesse per i militanti antirazzisti e antifascisti.
I contesti che mi hanno invitata sono stati molto diversi tra loro: in ordine, la Book Pride di Milano, un centro sociale a Verona, un altro centro sociale a Milano, la libreria ”Golem” (non è uno scherzo!) di Torino, la biblioteca Amilcar Cabral di Bologna, una biblioteca comunale a Modena, l’università di Pisa e infine un centro sociale a Napoli con Louisa Yousfi.
Incontri straordinari, persone straordinarie. Ne conserverò un ricordo bellissimo”.