Di seguito pubblichiamo un’intervista realizzata a margine dell’iniziativa di venerdì 21 marzo “Storie di lotta e comunità dalla diaspora albanese”, co-organizzata e costruita insieme con Zanë Kolektiv nell’ambito delle attività della Libreria Popolare Paulo Freire. Nel corso dell’iniziativa abbiamo presentato il manifesto del collettivo di giovani albanesi in Italia (https://www.libreriapopolarepaulofreirepisa.com/2025/03/14/manifesto-zane-kolektiv/), in dialogo con l’esperienza di compagne della diaspora albanese in Grecia, per affrontare il nodo politico, umano e sociale di quale sia il significato di lottare per la propria autodeterminazione all’interno di una storia fatta di migrazioni forzate e oppressione razzista. Nella serata abbiamo festeggiato insieme Dita e Verës, mangiato cucina tradizionale albanese, ballato e cantato sulle note di Janet Paja, giovane musicista e cantante albanese di seconda generazione, costruendo un’ulteriore opportunità di socialità e unione.
In avvicinamento all’iniziativa abbiamo pubblicato un contributo (https://www.libreriapopolarepaulofreirepisa.com/2025/03/14/storie-di-lotta-e-comunita-della-diaspora-albanese-contributo-alliniziativa/) su quali siano gli aspetti centrali delle lotte quotidiane con cui le comunità albanesi, così come ogni comunità in diaspora, si confrontano; l’iniziativa ha costituito un’occasione per ragionare di quali possibilità di unione nella diversità di culture, storie ed esperienze possiamo costruire nei nostri territori a partire dall’affrontare i problemi che la modernità capitalista impone e sviluppare socialmente e concretamente lotte decoloniali. Sulla scia della cornice aperta con il festival Mediterraneo, l’iniziativa ha consentito di approfondire la storia di questa diaspora nel quadro di territori come l’Italia, l’Albania, la Grecia, da sempre connessi per gli interessi del potere, delle guerre e del colonialismo, ma anche uniti da storie comuni di lotta e resistenza, di scambio e conoscenza reciproca. L’intervista approfondisce diversi aspetti di questa lotta per l’autodeterminazione a partire dal bisogno di giovani di seconda generazione, albanesi e non, di organizzarsi contro la subordinazione razzista, sessista e classista e determinare in prima persona le esigenze, gli spazi politici, la cultura e le alleanze necessarie per lottare contro le ingiustizie e conquistare autonomia.
Alcuni scatti dell’iniziativa e dell’evento a seguire










