Oltre trecento persone hanno partecipato a un’assemblea attraversata da un messaggio chiaro: il Newroz deve restare uno spazio sociale, culturale e di quartiere, e non essere sostituito da un parcheggio nel cuore di Via Garibaldi.
In assemblea hanno preso parola residenti, studenti, lavoratrici e lavoratori, associazioni e cittadinanza. Numerose attività del quartiere, impegnate ogni giorno nelle proprie realtà spesso a conduzione familiare, hanno scelto di essere tra i primi firmatari della petizione pubblica.

No al parcheggio sull’area dello Spazio Sociale “Newroz”
La grande partecipazione di ieri ha mostrato un fatto importante: la maggior parte delle persone presenti non erano frequentatrici dello spazio sociale, ma cittadine e cittadini comuni che rifiutano l’idea di una città che espelle residenti, impoverisce le relazioni di quartiere e sacrifica spazi sociali, culturali e collettivi.

L’assemblea ha quindi deciso:
- L’avvio, da oggi e per un mese, della petizione pubblica “No al parcheggio sull’area del Newroz di Via Garibaldi”, a sostegno delle osservazioni* al Piano Operativo Comunale;
- Una raccolta firme diffusa in oltre venti punti del quartiere e non solo;
- La costituzione di un gruppo tecnico composto da architetti, ambientalisti, paesaggisti, storici dell’arte, pedagogisti e altre professionalità per la scrittura delle osservazioni sociali e culturali, poiché lo spazio sociale di Via Garibaldi rappresenta da quasi tre decenni un luogo di incontro, socialità, mutualismo, cultura, economia di prossimità e relazioni di quartiere, frequentato da studenti, famiglie, anziani, persone con disabilità e cittadinanza attiva;
- L’organizzazione di una grande Festa di Via Garibaldi il 3 luglio 2026, aperta ad attività, residenti, studenti e cittadinanza, come momento di incontro e mobilitazione collettiva.

Le osservazioni e la petizione si fondano su motivazioni partecipative, ambientali, sociali, storiche e urbanistiche: la tutela del contesto delle mura e di Porta Calcesana, la difesa della socialità e delle economie di prossimità, il contrasto all’aumento di traffico e inquinamento e la volontà di costruire una città più vivibile, accessibile e a misura di chi la abita.
