18 · 19 · 20 settembre — S.A. Newroz, via Garibaldi 74, Pisa

Per il terzo anno consecutivo torna il Festival tra le terre
Dal 18 al 20 settembre lo Spazio Antagonista Newroz di via Garibaldi 74 ospita la terza edizione di Mediterraneo, il festival che nasce dall’esigenza di mettere in relazione le due sponde del mare, le loro storie, le loro culture e soprattutto le lotte che le attraversano. Tre giorni di dibattiti, musica, cibo e incontro, per tornare a interrogare il presente e il futuro a partire dal Mediterraneo.
Viviamo un tempo segnato dalla guerra, dalla militarizzazione dei territori, dalla crescita delle destre xenofobe e nazionaliste. Un tempo in cui la storia e la cultura vengono piegate a usi suprematisti, in cui i confini si moltiplicano e si irrigidiscono, in cui la NATO estende la propria proiezione ben oltre l’Europa, fin dentro l’Asia occidentale, mentre le politiche di esternalizzazione delle frontiere trasformano il Mediterraneo in un dispositivo di controllo e di morte. Ma il Mediterraneo non è soltanto il teatro di questi processi: è anche il luogo da cui possono nascere relazioni, resistenze e possibilità diverse. È il mare che ha visto intrecciarsi popoli, lingue e culture ben prima che gli Stati-nazione ne tracciassero i confini, ed è ancora oggi attraversato da chi si organizza contro nazionalismo e fascismo, da chi rivendica un’altra idea di pace e di società a partire dal paradigma del confederalismo democratico, da chi in Albania e nei Balcani si oppone a corruzione, neocolonialismo e privatizzazioni, da chi, come in Palestina, trasforma la memoria e la cultura in atto di resistenza.
Per questo vogliamo riallacciare le sponde del Mediterraneo, attraversarne la storia e le molte storie, mettere in relazione popoli, comunità e lotte che troppo spesso vengono separati da confini, guerre e nazionalismi. Vogliamo farlo insieme, attraverso i dibattiti, la musica, il cibo, gli stand e l’allestimento, costruendo uno spazio di incontro e confronto.
Il programma in breve



VENERDÍ 18 SETTEMBRE
Ore 18 – Iniziativa: Mediterraneo conteso: tra frontiere, militarizzazione e continuità coloniali
Ore 21:30 Concerto
Dè Soda Sisters (in duo)
Musica Popolare Agrifolk
Le Cumbinate
Musica dal Sud globale
SABATO 19 SETTEMBRE
Ore 18 Iniziativa: Guerra e pace: percorsi per una società democratica e plurale nel Mediterraneo
Ore 21 Concerto
Fan Fath Al
Fanfara Italo Balkan
Doppelgänger
Hip Hop Italo Balkan
Shushkat
Balkan Techno
DOMENICA 19 SETTEMBRE
Ore 17:30 Workshop
Tatreez: laboratorio di ricamo palestinese
Ore 18 Iniziativa
Albania e Balcani contro corruzione e speculazione: dalle radici delle proteste alla società
Ore 21:30 Concerto
Yallarabì
Arab music
Palestinian Sound Archive
Archivio di suoni palestinesi
Nel dettaglio
VENERDÌ 18 SETTEMBRE
Si comincia venerdì 18 con ”Mediterraneo conteso”, un dibattito su frontiere, militarizzazione e continuità coloniali: dalle politiche europee di esternalizzazione dei confini alle eredità del colonialismo, dalle lotte antirazziste e decoloniali che attraversano le due sponde del mare alle trasformazioni in corso e alle resistenze che le attraversano.
La serata prosegue con la musica delle Dè Soda Sisters e Le Cumbinate, due proposte che attraversano linguaggi e tradizioni diverse e che, come il Mediterraneo stesso, parlano di contaminazioni, spostamenti e incontri.
SABATO 19 SETTEMBRE
Sabato il discorso si sposta sul rapporto tra guerra, pace e trasformazione sociale. ”Guerra e pace: percorsi per una società democratica e plurale nel Mediterraneo”. Nel cuore di quella che chiamiamo la terza guerra mondiale, i popoli si organizzano per resistere e costruire alternative a nazionalismo e fascismo. Si parlerà delle politiche della NATO in Asia occidentale, degli usi suprematisti della storia e della cultura, delle proposte di pace che nascono dal paradigma del confederalismo democratico e delle esperienze che, in contesti diversi, provano a immaginare una società fondata sulla convivenza, sull’autogoverno e sulla pluralità.
Dalle 21 la riflessione lascia spazio alla Balkan wave, senza interrompere il filo che attraversa il festival: quello delle migrazioni, delle diaspore, degli incontri tra culture e della trasformazione delle tradizioni.
Sul palco la fanfara italo-balcanica dei Fan Fath Al, che attraversa continenti e secoli mettendo insieme tradizione rom, sonorità slave, ottoni austro-ungarici e respiro ottomano; Doppelgänger, all’anagrafe Alen Đokić, romano di famiglia bosniaca, che rappa in italiano, inglese e bosniaco e porta sul palco la voce della diaspora balcanica in Italia; e infine Shushkatt, collettivo di tre dj dalle radici albanesi, con un set che attraversa riddim, shatta, UKG e jersey club.
DOMENICA 20 SETTEMBRE
Domenica il festival entra nel vivo delle questioni che attraversano oggi Albania e Balcani con ”Albania e Balcani, contro corruzione e speculazione”. Partire dalle proteste significa anche provare a guardare oltre le narrazioni che troppo spesso riducono i Balcani a uno stereotipo, per comprendere i conflitti sociali e politici che attraversano oggi la regione. Si approfondirà la Rivoluzione dei Fenicotteri albanese e il contesto balcanico delle lotte contro corruzione, neocolonialismo e privatizzazioni, dentro una ricerca di emancipazione sociale e di tutela di ciò che appartiene alla collettività e dei territori. Un’occasione per mettere in relazione esperienze diverse e interrogarsi sulle forme attraverso cui le comunità possono opporsi all’espropriazione e alla trasformazione dei beni comuni in merce.
Dalle 21, la serata prosegue con il concerto di Yallarabi, per attraversare il Mediterraneo anche attraverso la musica, i suoi linguaggi e le sue contaminazioni. A seguire, alle 22:30, sarà il momento del Palestinian Sound Archive, progetto curato dall’artista e regista palestinese Mo’min Swaitat, che dal 2019 raccoglie, conserva e restituisce attraverso performance, installazioni audiovisive e racconti la storia sonora della Palestina.
Per tutto il festival
Il cibo: una cultura che attraversa le sponde
Il cibo è una delle forme più immediate attraverso cui una cultura si trasmette, si mescola e attraversa i confini. Anche per questo, durante i tre giorni di Mediterraneo, ogni giornata sarà accompagnata da stand di cibo diversi, legati alle tradizioni e alle culture del Mediterraneo.
Ricette, ingredienti e pratiche alimentari raccontano storie di migrazione, scambio e trasformazione: parlano di territori, di comunità, di memoria, ma anche dei rapporti di potere che hanno accompagnato la circolazione delle persone e delle merci. Il cibo non è quindi un elemento neutro o soltanto conviviale: è un portato politico e culturale, capace di conservare una memoria e allo stesso tempo di trasformarla nel momento in cui viene condivisa.
Mangiare insieme significa mettere in comune qualcosa che appartiene a una storia particolare e farne esperienza collettiva. Le differenze non vengono cancellate, ma diventano occasione di incontro. Il cibo può unire proprio perché porta con sé le storie delle persone che lo preparano e dei territori da cui proviene.
Mostre, banchetti e laboratori
Durante tutto il Festival Mediterraneo, lo spazio del Newroz sarà attraversato da mostre, banchetti e laboratori artistici dedicati alle culture del Mediterraneo. L’allestimento non sarà soltanto lo sfondo delle iniziative, ma parte del percorso attraverso cui provare a conoscere e mettere in relazione territori, memorie e pratiche differenti.
Saranno presenti materiali e proposte da esplorare e sperimentare, con attività che attraverseranno anche i temi del cibo, delle tradizioni e delle forme artistiche del Mediterraneo. Un modo per lasciare che il festival non si esaurisca nei momenti dei dibattiti e dei concerti, ma continui a vivere negli spazi comuni, negli incontri informali e nella possibilità di partecipare direttamente.
Tre giorni pensati per essere costruiti insieme. Il festival è uno spazio aperto alle relazioni, alla partecipazione e al contributo di chi lo attraversa.