Questa seconda edizione del Festival Mediterraneo si costruisce sulle fondamenta della prima, rafforzandone i temi e ampliando le connessioni tra culture e lotte. Se il debutto ha rappresentato un momento di raccolta e di primo confronto tra esperienze mediterranee, questa volta il festival si fa ancora più laboratorio politico e culturale, approfondendo il paradigma mediterraneo come spazio antagonista e di resistenza contro le logiche di supremazia, sfruttamento e guerra. Leggi qui il documento completo del festival. Di seguito il programma nel dettaglio.
Venerdì 19 Settembre
Ven 19/09 – ORE 17.30: Iniziativa
Traffic: mare e cielo a mano armata
Il Mediterraneo è ormai un hub bellico: rotte aeree, porti, droni e la fitta rete di cavi sottomarini diventano assi fondamentali della guerra permanente e della retorica della sicurezza. Ma mentre si moltiplicano basi militari, corridoi armati e infrastrutture strategiche — anche sotto il mare — c’è chi traccia contropiste: percorsi alternativi alla logistica del riarmo occidentale, opponendosi alla militarizzazione delle regioni, alla cieca riconversione industriale e alla normalizzazione dell’intervento bellico.

Parteciperanno:


Attivo nella lotta contro la militarizzazione dei porti e per i diritti dei lavoratori portuali




Movimento No Base
Ven 19/09 – Ore 21.30: DJ SET – BALKAN TECHNO

Nato e cresciuto a Tirana, in Albania, la sua ispirazione viene dai suoni d’infanzia con molte influenze balcaniche, darbuka arabi e mix selvaggi che “scateneranno sicuramente uno shock culturale”.

Selma Akyh fonde riddim, Balkan perreo, drill e club techno in un mix sperimentale e frizzante. Nata a Kavajë, è parte della diaspora albanese ed ha adesso base a Parigi.
Le sue diverse influenze sono frammenti sentimentali di altre vite.
Sabato 20 Settembre
Sab 20/09 – ORE 17.00: Iniziativa
Contro la turistificazione, un viaggio tra le Resistenze
In questa tavola rotonda quindi vogliamo fare un viaggio immaginario ma allo stesso tempo molto concreto, assieme ai protagonisti, tra le forme sfaccettate di resistenza e organizzazione alla Turistificazione che si affacciano sul Mediterraneo. Se la turistificazione ha tante forme di esproprio su una città per fare profitto, dalla gentrificazione, all’espuslione fino alla creazione di un’identità falsa e vendibile, anche la resistenza ne ha.
Da Barcellona a Napoli, da Atene a Venezia, le comunità si organizzano capillarmente per difendere casa, quartieri, dignità. Il festival ospita esperienze di riappropriazione urbana, contro la città vetrina e la rendita esplorando le diverse possibilità di organizzazione, dall’auto-organizzazione nei quartieri al sindacato e i tentativi di confederazione tra territori.

Parteciperanno:

de Catalunya



MULTI – Sindacato Sociale

Sab 20/09 – Ore 21.30: CONCERTO

Dai quartieri pisani, Karim Ayari, in arte Karim Hakeer, è un giovane artista classe 2008 che sta iniziando a farsi notare nella scena rap. Con origini tunisine e radici ben salde nella cultura italiana, porta nei suoi testi un linguaggio fresco, diretto e autentico, capace di parlare soprattutto ai ragazzi della sua generazione.

È una cantante palestinese nata e cresciuta in Italia, un’artista che ha trasformato la sua esperienza di vita tra identità negate e stereotipi in un messaggio potente ed universale, rivendicando con orgoglio le sue radici palestinesi. Con il suo progetto “Arab’nB”, unisce le sonorità R&B con elementi della sua cultura d’origine, portando la cultura palestinese sui più importanti palchi d’Italia

Due fratelli italo-palestinesi, che iniziano a farsi strada nella scena padovana già giovanissimi.
Classe 1993 e 1998, hanno coltivato insieme la loro passione per il rap fin da piccoli, supportandosi e sfidandosi a vicenda e iniziando a pubblicare i primi singoli già nel 2016.
Da anni portano avanti i loro progetti, riconoscendosi uno a fianco all’altro e conoscendosi pian piano anche come artisti solisti.
Domenica 20 Settembre
Dom 21/09 – ORE 15 Iniziativa
Storie intrecciate: memorie, voci e resistenze nel Mediterraneo contemporaneo
Discussione che mette al centro la necessità di decolonizzare lo sguardo sul Mediterraneo, andando oltre le narrazioni egemoniche che lo riducono a culla dell’Occidente o teatro di “emergenza migratoria”.
L’incontro vuole essere uno spazio di dialogo critico tra ricerca accademica e pratiche politiche, per esplorare come le culture popolari, le memorie subalterne e le tradizioni “minori” possano diventare strumenti di resistenza e solidarietà transnazionale

Parteciperanno:

Professore di Studi Culturali e Postcoloniali all’Università Orientale di Napoli, autore di “Mediterraneo Blues” e “La questione Mediterranea”

Ricercatore in Storia contemporanea all’Università di Scienze Gastronomiche, si occupa di memoria coloniale, mobilità e culture alimentari nel Mediterraneo
Dom 21/09 – ORE 18 Iniziativa
Per un’ecologia pirata. Da Taranto ai Balcani tra l’inquinamento industriale e le promesse vuote della transizione verde
Cosa significa lottare per la giustizia ambientale quando le comunità vengono schiacciate tra l’inquinamento industriale e le promesse vuote della transizione verde?
Lo raccontano Raffaele Cataldi e Aida Kapetanović, da due fronti diversi ma connessi.

Parteciperanno:

presenta Malesangue (Alegre, 2025), un memoir potente scritto dall’interno dell’Ilva di Taranto: il corpo operaio che si ammala, si ribella e si organizza nel Comitato Liberi e Pensanti, dando voce a una lotta che non separa salute, lavoro e ambiente.

Attivista e ricercatrice, porta le storie di chi nei Balcani si oppone a dighe e miniere “verdi”, smascherando la retorica della Green Agenda europea che sacrifica territori e comunità.
Dom 21/09 – Ore 21.30: CONCERTO DI MUSICA POPOLARE

Gruppo di artiste, musiciste, polistrumentiste originario di Pistoia, Le Figliole sono un chiaro esempio di come si possa esplorare il repertorio del proprio territorio ispirandosi alla musica popolare di tutto il mondo. La loro musica riprende la tradizione Toscana di stornelli, ballate, madrigali a cui si fondono i canti di lotta delle numerose voci femminili che hanno scritto la nostra storia e le sonorità mediterranee del sud Italia, dei Balcani, e di tutte le terre raccontate nelle loro storie. Da sempre presenti in molti eventi in Toscana come il Cantarmaggio, si sono esibite in tutta Italia e oltre: portano le loro voci e la loro passione per la musica popolare con grinta e unicità partendo dalle proprie radici, arrivando oltre i confini del mare

Clarinettiste pisane di formazione classica appassionate di musica tradizionale e melodie popolari del mediterraneo
Tutti i giorni dalle 18
Stand di cibo dal mediterraneo e mostre permanenti.
“Re-Immaginare Mediterraneo: sguardi sconfinati tra terre e mare.”
Tutti i giorni si potranno trovare le esposizioni del laboratorio artistico di riciclo dell’emporio solidale, la mostra fotografica “I Grant You Refugee” di sei fotografi palestinesi curata da Paolo Patruno, i banchetti informativi, gli stand di case editrici che hanno fatto del Mediterraneo e della sua Storia il centro del loro lavoro. Questo e molto altro faranno da cornice agli eventi previsti dal festival.

